Il favoloso mondo della Cannabis Legale

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Introduzione

La cannabis legale, anche conosciuta come cannabis light è in commercio anche in Italia dal 2017, ma sono ancora molti i dubbi e le incertezze sul tema.

Quel che è noto è che la marijuana legale ha un contenuto di THC inferiore allo 0,6% e un alto contenuto di CBD. Questa caratteristica la distingue dalla cannabis “illegale” che ha, invece, un alto tenore di THC. Per approfondire l’argomento, puoi leggere anche questo articolo: clicca qui.

Nonostante la legalizzazione avvenuta con la legge n. 242/2016, la cannabis legale è ancora al centro di un dibattito che divide l’opinione pubblica, la politica e la giurisprudenza.

Ma aldilà di come la si pensi, la marijuana legale è anche una grossa opportunità di business per i commercianti e le aziende agricole che, combattendo mille difficoltà, sono riusciti a stabilirsi nel settore.

Questo settore in rapida crescita ha registrato numeri davvero interessanti e migliaia di nuovi posti di lavoro.

Ma andiamo a scoprire più nel dettaglio la marijuana legale partendo dal confronto tra CBD e THC i due principi attivi più noti contenuti nella cannabis.

CBD e THC: quali differenze?

THC e CBD sono entrambi cannabinoidi contenuti ​​nei semi e nelle infiorescenze della cannabis, ma hanno effetti molto diversi tra loro (per non dire opposti).

Un modo semplice per marcare la differenza è che il THC ha effetto psicoattivo che invece è completamente assente nel CBD.

Per questa ragione il THC (e quindi la cannabis che contiene THC) è considerato una droga illegale.

Al contrario il CBD non ha effetto psicoattivo. Anzi, il CBD può anche bloccare alcuni degli effetti inebrianti del THC.

Se assunti insieme, il CBD, legandosi ai recettori dei cannabinoidi, impedisce al THC di attivare quei recettori e ciò si traduce in un effetto psicoattivo meno intenso.

Ciò non significa che il CBD non abbia alcun effetto.

Infatti, l’assunzione di CBD spesso produce una sensazione di profondo rilassamento e serenità, come quando esci da una vasca idromassaggio.

Inoltre, il CBD è molto studiato ed utilizzato in farmacologia.

Infatti, l’elenco delle patologie per le quali il CBD può essere d’aiuto sono in continua espansione. Sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere meglio l’efficacia e la gamma dei benefici del CBD, ma è comunemente usato per gestire i seguenti problemi di salute:

Epilessia e disturbi convulsivi

Dolore e infiammazione

Sclerosi multipla

Crisi di astinenza

Emicrania

Insonnia

Oltre per la cura delle patologie sopra indicate e di tante altre per cui sono ancora in corso studi clinici, il CBD è diventato famoso anche per il trattamento di una forma rara e debilitante di epilessia pediatrica: la sindrome di Dravet.

Perché la cannabis legale sta avendo successo?

Per cannabis light o marijuana legale, come detto, si intende quella pianta di canapa che non supera lo 0,5% di concentrazione di THC.

Molte persone, proprio per questa ragione, si chiedono quale sia il senso di acquistare delle infiorescenze che non “sballano”.

In realtà, questa varietà di cannabis – sebbene abbia un basso contenuto di THC – è diventata molto popolare grazie al suo contenuto di CBD.

Del resto, come visto, il CBD contenuto in grandi quantità nelle infiorescenze di cannabis legale ha diverse applicazioni e non ha effetti collaterali nè produce effetto psicoattivo, ma dà comunque un piacevole effetto rilassante.

Inoltre, la marijuana legale influisce positivamente sull’umore e sull’ansia ed è anche un potente antiossidante, antinfiammatorio, anticonvulsivante e antipsicotico.

Il fenomeno della cannabis light sembra, quindi, destinato ad una rapida crescita.

Negli ultimi mesi in Italia si è registrato un aumento di oltre il 30% nel consumo di cannabis light.

Durante il lockdown causato dalla pandemia di COVID, le vendite di infiorescenze di cannabis ligt sono triplicate. Basti pensare che, durante il mese di marzo è stata venduta più cannabis dell’intero 2019.

Legalizzazione cannabis in Italia: lo stato dell’arte

Alla luce di questi avvenimenti, la delibera introdotta dal recente emendamento alla Legge di Bilancio del Senato per il 2020 è un piccolo ma decisivo passo per un Paese che era precipitato nel caos totale sulla regolamentazione della cannabis light, soprattutto a seguito delle posizioni assunte dall’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini.

L’emendamento purtroppo non è stato approvato, ma siamo sulla buona strada.

Oggi sono oltre mille i negozi che vendono cannabis legale a Roma, Milano e in tutta Italia. Inoltre, molti vendono la marijuana legale online attraverso e-commerce. Tutti operano nell’incertezza e nella precarietà e chiedono delle regole più chiare per continuare ad investire nel settore.

Infatti, la legge 242 del 2016 consente la vendita di cannabis light solo per uso alimentare, tessile e per uso tecnico.

Mentre nulla è previsto per la vendita di infiorescenze di marijuana legale.

Ettari di terra sono stati coltivati ​​a canapa, migliaia di persone hanno trovato lavoro entrando nella filiera – dagli agricoltori, ai trasformatori, ai rivenditori. E come evidenziato da un recente studio, l’apertura di negozi e la vendita di cannabis light online avrebbe provocato un crollo del giro d’affari delle mafie di oltre 100 milioni di euro.

Alcuni partiti politici hanno sempre manifestato contro questo tipo di legalizzazione della cannabis in Italia. Tuttavia, come stabilito anche dalla Corte di Cassazione, la cannabis con un contenuto di THC uguale o inferiore allo 0,5% non ha effetto drogante ed è quindi legale e lecita.

Anche il consumo di marijuana legale è perfettamente lecito e non subisce restrizioni.

Non solo consumatori ma anche e soprattutto produttori e commercianti che si sono trovati in difficoltà in seguito ad una insensata spinta proibizionista, la cui unica spiegazione può essere si trova solo nella disperata ricerca del consenso all’interno di un elettorato poco informato sulla questione.

Cannabis legale: tiriamo le conclusioni

Come spesso accade per i temi scottanti, il futuro della marijuana legale in territorio italiano è affidato, oltre che alle scelte politiche dei partiti, alla opinione pubblica in grado di influenzare le leggi del governo.

È pacifico che gli orientamenti del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico siano a favore della legalizzazione della cannabis e della regolamentazione del settore della cannabis light.

I partiti di destra oppure di estrema destra, tradizionalmente più vicini al mondo cattolico, non vedono di buon occhio una possibile legalizzazione della marijuana. Pertanto, con il futuro politico in Italia sempre in bilico, è sempre più difficile prevedere quale sarà la scelta del governo in carica su una materia così delicata, ma al tempo stesso importante, per migliaia di persone e potenziali imprenditori.

Gli ultimi interventi legislativi in Italia, in Europa e nel Mondo sono nella direzione giusta: una progressiva legalizzazione di questa pianta.

Con la progressiva diffusione del fenomeno e la crisi economica seguita alla pandemia, il 2021 potrebbe essere l’anno della ribalta per la cannabis!

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