Cannabis light – 3 cose fondamentali da sapere

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Il fenomeno cannabis light

Il fenomeno della cannabis light è esploso all’improvviso ed ha lasciato sul tavolo diversi interrogativi.

Infatti, tra giornali, media, politica e opinione pubblica, ognuno dice la sua e la confusione è tanta.

Molti dei preconcetti sulla cannabis light nascono proprio dalla scarsa conoscenza del fenomeno ed è per questo che è necessario fare chiarezza, almeno su pochi punti fondamentali.

1. Cannabis light e il limite dello 0,6%

Con il termine cannabis light, nel linguaggio comune, sono chiamate le infiorescenze di cannabis sativa (per la distinzione tra cannabis indica e sativa leggi qui) con contenuto di THC inferiore allo 0,6%.

Light, infatti, sta proprio ad indicare un tenore di THC, il principio attivo psicotropo contenuto nella cannabis, molto basso.

Per avere una idea della proporzione, la cannabis può arrivare ad avere nelle sue infiorescenze un contenuto di THC superiore al 20%.

Mentre la cannabis in questa tipologia arriva al massimo allo 0,6%. Questo limite è stato stabilito dalla legge n. 242/2016 volta a rilanciare la coltivazione della canapa industriale.

Un livello così basso di THC non produce alcun effetto drogante ed è per questa ragione che l’erba legale non può essere definita una droga.

2. Perché viene venduta?

Queste infiorescenze, seppur povere di THC, sono ricche di un altro principio attivo il cannabidiolo anche noto come CBD.

Il CBD ha straordinarie proprietà terapeutiche (se vuoi approfondire, leggi questo articolo), ma – a differenza del THC – non ha effetto psicoattivo.

Per questa ragione il CBD non è considerata una sostanza stupefacente ed è liberamente vendibile.

Inoltre, le infiorescenze di erba legale sono uguali, dal punto di vista aromatico e sensoriale, a quelle con il THC.

3. Ed è completamente legale?

Detenere, coltivare, consumare cannabis light è perfettamente legale in Italia, purché sia rispettato il limite dello 0,6% di THC.

Il motivo per cui viene venduta come “prodotto da collezione” o “per uso tecnico” dipende dal fatto che la vendita per consumo umano non è regolata.

Chiaramente, avendo forma, colore e odore identici alla cannabis illegale bisogna stare attenti perché le Forze dell’Ordine potrebbero confonderla.

In questi casi, comunque, le analisi sul prodotto sono sufficienti per chiarire ogni equivoco.